Il caso di Monica.
In questo secondo caso vi presento la situazione di Monica, una situazione abbastanza più complessa di quella di Emanuele che abbiamo analizzato nell’articolo precedente, e a cui vi rimando se non lo avete ancora letto, https://www.coachingrevolution.it/casi-esempio/aumentare-la-produttivita-al-lavoro/
La situazione di Monica si può schematizzare nel seguente modo:
Monica lavora in una piccola multinazionale del settore farmaceutico, la sua occupazione principale è la gestione del magazzino scorte e spedizioni. Nello svolgimento di questa mansione Monica ha a sua disposizione cinque risorse che può coordinare come crede ma che sovente gli creano qualche grattacapo. Il suo problema maggiore però è il conflitto in atto con il suo capo da ormai molti mesi.
Ma sentiamo cosa ci racconta Monica della sua situazione:
Monica: Sono stufa e arcistufa, ogni volta la stessa storia. Ci sono sempre nuovi progetti e nuovi prodotti da gestire oltre al lavoro di routine quotidiano e io mi trovo a gestire tutti i problemi da sola.
Coach: il tuo team ti aiuta nella gestione di questi problemi?
Monica: Macché oltre a dover risolvere i miei problemi devo anche accollarmi quelli del mio team. Devo dirgli continuamente cosa fare e come farlo; ogni minima difficoltà o problematica viene riversata sulle mie spalle.
Coach: Com’è il rapporto con il tuo capo?
Monica: Non come vorrei, da lui non ho aiuto ma solo nuovi lavori, gli ho chiesto più volte di assumere un altra persona ma niente da fare.
Coach: Oltre a chiedere al tuo capo cosa hai fatto per migliorare la situazione?
Monica: mmhh, lavoro più che posso, quando posso mi fermo un ora in più alla sera per cercare di recuperare un po’ di arretrato ma non posso farlo tutti i giorni devo curare mia madre che non sta bene.
Coach: Cominciamo col dire che la priorità è la cura di tua mamma. Adesso vediamo come gestire meglio la tua situazione lavorativa. Come gestisci la tua giornata lavorativa? Come ti organizzi?
Monica: non so cosa sia l’organizzazione, tutte le mattine arrivo e comincia a rispondere alle mail poi inizio a lavorare ma raramente riesco a lavorare più di mezzora senza interruzioni.
Coach: e poi….
Monica: poi quasi ogni giorno devo risolvere uno o più problemi che mi vengono sottoposti dai ragazzi della mia squadra e anche questo spezza il ritmo del mio lavoro. Riesco a lavorare in maniera decente solo dopo le 17: 00 quando le spedizioni sono già andate e i miei ragazzi hanno terminato il turno. Naturalmente dobbiamo aggiungere le due riunioni settimanali con il mio capo per fare il punto.
Coach: delle riunioni parleremo in seguito ma non ti preoccupare sono un problema per tutti. Adesso dimmi una cosa, hai ricevuto qualche tipo di formazione ? Conosci la differenza tra hardskill e softskill? Hai studiato qualche metodologia per l’organizzazione del lavoro e la gestione delle priorità?
Monica: no, sinceramente non ho fatto corsi interni all’azienda e neanche per conto mio.
Coach: come mai ti sei rivolta a me per un consulto?
Monica: Mi ha parlato di lei un amica, era molto contenta del risultato che aveva ottenuto grazie al lavoro e così mi sono convinta a chiamarvi.
Il lavoro su Monica si compone di due parti, la prima è quella sulle competenze. Monica non conosce tecniche e metodi per l’organizzazione del lavoro, Ogni giorno per lei è un avventura e si fa trascinare dalle priorità degli altri. Come Coach mi impegnerò a parlargli di alcuni metodi per l’organizzazione delle priorità, come gestire la delega e la gestione delle priorità poi le consiglierò dei libri e dei corsi da frequentare. La scelta su quale metodo sarà il migliore per la sua situazione la dovrà fare lei.
La seconda parte del lavoro sarà più incentrata su Monica e sulla sua crescita come persona, come leader del suo gruppo e nel rapporto con il suo capo.
Ci sono voluti alcuni mesi per vedere i primi risultati ma una nuova Monica ha cominciato a vedere i primi frutti del lavoro fatto su se stessa. Ora Monica galvanizzata dai risultati ha acquisito una nuova forza dentro di se che l’aiuta a gestire le situazioni e ciò ha un riflesso anche sulla sua vita extra lavorativa a cui non è più disposta a rinunciare.
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